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LA STORIA DELL’ARAGOSTA

 

Caro lettore,

conosci questa storia? Son sicuro che ti rimarrà impressa per tutta la vita!

“La storia dell’aragosta? Ma questo è impazzito”, starai pensando.”

 

L’aragosta è un animale morbido e soffice che vive dentro un rigido guscio che non si espande mai. E come fa a crescere?

Mentre questa cresce, il guscio diventa sempre più stretto e scomodo, tanto che l’aragosta non può fare altro che liberarsene. Sentendosi sempre più sotto pressione e a disagio, va quindi a nascondersi tra le rocce. Lì, più vulnerabile che mai, lascia andare il vecchio guscio e si adopera per crearne uno nuovo che possa adeguarsi alle sue necessità. Ad un certo punto, continuando a crescere, anche questo guscio diventa stretto e scomodo. Allora, torna sotto alla sua roccia e ripete il processo, ancora e ancora.

 

Lo stimolo che rende possibile la crescita dell’aragosta è la scomodità, il disagio, il dolore“.

 

Se l’aragosta potesse fare come facciamo noi, si limiterebbe a cercare una soluzione immediata: una distrazione che possa far sparire il disagio e che la illuda di aver risolto il problema senza averlo realmente affrontato; e così facendo, non si libererebbe mai di quello che non va più bene per lei.

Oggi ai tempi del covid-19, siamo in un momento storico dove noi possessori di partita iva, siamo costretti a cambiare il guscio in maniera repentina. Attraverso questo disagio però (estremo lo definirei), abbiamo la possibilità di crescere e migliorare.

 

☀️MAGICAMENTE LA NOIA, L’EMERGENZA, HANNO DATO SPAZIO NUOVAMENTE ALLA NOSTRA CREATIVITA’ . QUESTO È UN SEGNALE DI GRANDE CRESCITA☀️

 

Siamo stati tutti sottoposti ad un evento inimmaginabile che ha messo in discussione tante abitudini e tante convinzioni sino a ieri considerate indispensabili, fondamentali per la nostra vita e che oggi improvvisamente non lo sono più. Abbiamo approcciato il disagio da un’angolazione insolita rispetto a come viene solitamente vissuto.

 

Per questo son fermamente convinto che i momenti di disagio rappresentano a livello imprenditoriale un valore aggiunto, e che seppur ci fanno soffrire nella fase iniziale (come soffre l’aragosta ogni qualvolta cambia guscio), fanno bene alla nostra salute e a quella della nostra azienda.

 

Abbiamo dunque la possibilità, di pianificare meglio, di rivedere, ripensare e riadattare le nostre aziende a quelle che sono le necessità attuali e future.

 

Mi raccomando, non fermarti soprattutto con la testa, con le idee e con il coraggio, caratteristica indispensabile di ogni imprenditore.

 

Andrea Dettole

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