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Reverse Marketing: i casi studio di successo

Molto spesso, nel mondo del marketing le strategie tradizionali non sono impattanti come quando si utilizzano approcci più audaci e innovativi.

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Uno degli approcci che negli ultimi anni ha guadagnato molta popolarità è il reverse marketing.

Ma cosa significa davvero questo termine e come può contribuire al successo di un brand?

Procediamo per gradi e cerchiamo di fare chiarezza sull’argomento.

Reverse Marketing: cosa significa?

Il reverse marketing, o marketing inverso, è un approccio strategico che inverte la tradizionale dinamica verso il consumatore. A differenza del marketing tradizionale, che si concentra sul proprio prodotto o servizio inseguendo il consumatore, il reverse marketing si basa su una strategia che spinge il consumatore verso il brand in maniera spontanea.

In sostanza, è una strategia che si basa sull’utilizzo di un tone of voice critico nei confronti del proprio brand o prodotto.

Una strategia insolita che, paradossalmente, suscita interesse negli utenti che si incuriosiscono per comprendere il perché di una comunicazione così assurda!

I casi di successo che hanno utilizzato il reverse marketing

Clio Make-up

I prodotti che mi pento di aver creato” è ciò che ha affermato Clio Make-up in uno dei suoi video TikTok e Instagram, diventato virale. Attraverso questa strategia ha raggiunto risultati da capogiro in pochissime ore, proprio grazie a questo modo di comunicare che screditava i suoi stessi prodotti.

Parliamo di un video autocritico in cui lei stessa menziona i suoi prodotti beauty proprio come se stesse presentando delle polemiche o feedback negativi nei confronti del suo stesso brand.

In realtà, lo scopo è presentare i vantaggi e i punti di forza dei suoi prodotti.

Siamo davanti ad un chiaro esempio di reverse marketing, una strategia che spinge l’utente, stupito e incuriosito, alla visione del video per comprendere le ragioni di un’azione così assurda!

In questo caso Clio Make-up ha scelto di presentare i punti di forza dei suoi prodotti beauty, utilizzando una comunicazione inversa, negativa ma vincente!

A dimostrarlo sono i numeri registrati sui suoi account social che hanno generato un forte engagement, totalizzando 2,3 milioni di views, quasi 283 mila like, oltre 1700 commenti, oltre 2000 ricondivisioni e quasi 29 mila utenti hanno salvato il video.

Un chiaro esempio di come una strategia di comunicazione alternativa e non scontata molto spesso è sinonimo di successo e molto apprezzata dagli utenti.

Patagonia e Takis

“Don’t buy this jacket” è l’headline scelto da Patagonia in occasione del black Friday nel 2011. Per questa occasione, il brand ha deciso di attuare una campagna offline che invitava apertamente i clienti a non comprare la giacca presente nell’annuncio.

Attraverso questa strategia comunicativa di reverse marketing, l’intento del brand era quello di sensibilizzare le persone sui comportamenti legati al consumismo.

Un’ottima strategia per far emergere i propri valori aziendali basati sul rispetto dell’ambiente e per invitare il pubblico a riflettere prima di effettuare acquisti non necessari.

Tutto questo, ovviamente, non è passato inosservato agli occhi del pubblico che incuriosito ha comprato la giacca in questione, portando il brand ad un aumento delle vendite pari al 30%.

Una chiara dimostrazione che per la psicologia umana l’idea di non fare qualcosa può portare ad una reazione esattamente opposta.

E se vi dicessimo: “Don’t eat Takis”, cosa vi viene in mente?

È il caso di Takis, noto brand di patatine e snack piccanti che, attraverso una strategia di reverse marketing, aveva l’obiettivo di entrare in un mercato non ancora raggiunto: il Canada. Infatti, sebbene fosse già ben noto negli Stati Uniti e in Messico, il marchio non godeva della stessa notorietà nel mercato canadese.

Per questo motivo, Takis ha lanciato una campagna marketing per promuovere i propri prodotti con una strategia del tutto innovativa: la psicologia inversa! Una strategia che annunciava i suoi prodotti tipici, le tortillas piccanti, con un titolo che invitava il pubblico a non mangiare Takis, appunto: “Don’t eat Takis“.

Ecco le campagne pubblicitarie di cui abbiamo parlato 👇

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Arriviamo al dunque.

Perché risulta vincente il reverse marketing?

Il reverse marketing è una strategia di comunicazione che non si basa sulle tradizionali tecniche che spingono il consumatore all’acquisto di un prodotto, bensì utilizza, come abbiamo visto, la psicologia inversa.

Ma cosa si intende per psicologia inversa?

La psicologia inversa è considerata una strategia psicologica manipolativa e persuasiva, utilizzata in più ambiti, che induce una persona a fare un’azione, a dire qualcosa o a cambiare un atteggiamento che risulta essere l’opposto di quello che in realtà voleva fare. (fonte: Google)

Questa strategia funziona perché si basa sul principio della reattanza psicologica: la tendenza umana a reagire in modo negativo o a resistere quando si percepisce che la propria libertà o autonomia è minacciata. Per intenderci, quando le persone sentono che stanno perdendo la libertà di scegliere o di mantenere il controllo su una situazione, sviluppano una reazione di reattanza psicologica.

In questo senso, le persone essendo spinte da un meccanismo di autodifesa si sentono attratte da ciò che è vietato e dinanzi ad un divieto si scatena in loro il desiderio spontaneo di fare esattamente l’opposto.

È proprio questo principio che i brand sfruttano a loro vantaggio.

Hai mai pensato di utilizzare questa strategia per promuovere i tuoi prodotti? Parliamone nei commenti👇 oppure contattaci se desideri consigli dal nostro team marketing 🤗

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